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QUESITO TECNICO
Documentazione relativa ad impianti realizzati prima della 46/90

~DHo letto uno dei vostri articoli pubblicati nel sito in merito alla conformità degli impianti realizzati prima della 46/90. Nel mio caso il fabbricato in questione e’ stato ultimato nel 1972 e da allora non è mai stato oggetto di nessuna modifica.
Può essermi richiesto in qualche caso il progetto o conformità/rispondenza degli impianti? Naturalmente non e’ disponibile nessuna dichiarazione o progetto…a parte il libretto della caldaia con relative manutenzioni.

Matteo M F via form

~RPer fornire una risposta puntuale è necessario sapere quale attività si svolge all’interno del fabbricato (è un ambiente di lavoro?), in ogni caso occorre capire se l’impianto “va bene“: la Legge 46/90 richiedeva infatti di adeguare gli impianti alla regola dell’arte (articolo 7 commi 2 e 3):

2. In particolare gli impianti elettrici devono essere dotati di impianti di messa a terra e di interruttori differenziali ad alta sensibilità (fino a 1 A secondo le indicazioni del DPR 447/91 N.d.R.) o di altri sistemi di protezione equivalenti.
3. Tutti gli impianti realizzati alla data di entrata in vigore della presente legge devono essere adeguati, entro tre anni da tale data, a quanto previsto dal presente articolo.

Se il suo impianto non soddisfa le condizioni indicate al comma 2, è in ritardo di quasi vent’anni per l’adeguamento (l’ultima proroga ha fissato il termine per l’adeguamento nel 31 dicembre 1998). Deve quindi “adeguare” al più presto l’impianto, secondo le modalità previste dal 37/08 (obbligo di progetto, documentazione, ecc.).

L’attuale riferimento legislativo in materia di impianti elettrici è il Decreto 22 gennaio 2008, n. 37 (il “37/08″). Questo l’articolo 6 comma 3 (che riprende i requisiti del regolamento di attuazione della 46/90, il DPR 447/91 all’art. 5 comma 8):

8. Gli impianti elettrici nelle unita’ immobiliari ad uso abitativo realizzati prima del 13 marzo 1990 si considerano adeguati se dotati di sezionamento e protezione contro le sovracorrenti posti all’origine dell’impianto, di protezione contro i contatti diretti, di protezione contro i contatti indiretti o protezione con interruttore differenziale avente corrente differenziale nominale non superiore a 30 mA.

Il 37/08 (per quanto concerne gli impianti “ante 90″) si riferisce solo agli impianti a servizio delle unità immobiliari e non ribadisce l’obbligo di adeguare i vecchi impianti. Non si deve però pensare che l’obbligo di adeguare sia stato abrogato insieme la 46/90, in quanto tutti gli impianti dovevano essere già stati adeguati da 10 anni al momento della pubblicazione del 37/08 in Gazzetta Ufficiale.

Se il suo impianto soddisfa le condizioni indicate al comma 2 allora formalmente “può andare bene“, compatibilmente con quasi mezzo secolo di esercizio, e non le può essere richiesta dichiarazione di conformità (o tanto meno di rispondenza).

Detto questo, se stiamo parlando di un luogo di lavoro, un minimo di documentazione che descriva come è realizzato l’impianto deve esserci, così come doveva esserci anche nel 1972 (secondo il DPR 547/55)  se non altro per effettuare correttamente la manutenzione obbligatoria (attualmente prescritta dall’art. 86 del DLgs 81/08).

 

Comments ( 4 )

  • Orietta

    Come fa il suo manutentore a farle la manutenzione della caldaia con relativo NUOVO LIBRETTO (OBBLIGATORIO) senza un rif. ad una dichiarazione di conformita’ dell’installazione della caldaia?
    Visto che le dich.di conf. sono entrate in vigore dal 1990 , esistono delle dichiarazioni di rispondenza per sistemare il tutto , da far compilare ad un tecnico termico e elettrico, ma l’impianto deve essere a norma…..
    Queste dichiarazione le servono assolutamente in caso di affitto o vendita dell’immobile.

  • Franco Baldassarri

    Orietta, il suo commento contiene molte, moltissime imprecisioni. Si informi meglio, almeno sull’applicazione della dichiarazione di rispondenza. La quale non si applica a impianti realizzati pre 1990. Ovviamente!
    La “dichiarazione di rispondenza” NON E’ UN FACILE CONDONO.

  • Massimo Piacentini

    Scusate ma noto imprecisioni in ambo i commenti.
    Partendo dalla fine, la DI.RI. (dichiarazione di Rispondenza) può essere rilasciata sia per impianti ante che post ’90, bisogna solamente tener presente che la legge 46/90, nel suo campo di applicazione prevedeva solamente edifici ad uso civile, a differenza del DM37/08 il quale ricopre tutti gli “edifici”, quindi gli unici impianti ante ’90 per i quali è possibile eventualmente rilasciare DI.RI. sono gli impianti elettrici a servizio di unità abitative al tempo comunque adeguati con inserimento di interruttori differenziali ad alta sensibilità posti immediatamente a valle del punto di consegna dell’ente fornitore e per nei quali sia garantita la protezione dai contatti diretti e indiretti.
    In secondo luogo la DI.RI. non è a mio avviso il mezzo per “sistemare tutto”, ma un eventuale strumento per verificare che tutto sia ancora in ordine e rispondente alle norme, cosa alquanto difficile in un impianto di 30/40 anni nel quale semmai non sia stata effettuata regolare manutenzione, quindi penso che lo strumento per ottenere una conformità di un impianto di 40 anni probabilmente sia il rifacimento.
    Mi trovo comunque pienamente d’accordo sulla affermazione
    “La “dichiarazione di rispondenza” NON E’ UN FACILE CONDONO”,
    ne facile ne tantomeno deve essere vista come un condono.

  • Anche quello indicato dal sig. Baldassarri non mi pare del tutto corretto, in quanto la DI.RI. (Dichiarazione di Rispondenza), si redige anche per gli impianti ante ’90. Detta Dichiarazione, si può ed in alcuni casi si deve, redigere per tutti gli impianti realizzati fino all’anno 2008, proprio per dare la possibilità a chi per qualsiasi motivo (mai redatta, smarrita ecc.) non fosse in possesso di una certificazione dell’impianto elettrico, ovviamente per gli impianti ante ’90, la dichiarazione non esisteva. Un esempio per il quale viene richiesta la DI.CO. o la DI.RI. è la richiesta di un aumento di potenza all’ente distributore di energia elettrica, mentre l’art. 13 del D.M. 37/08 per il quale vigeva l’obbligo di redazione in caso di affitto e/o vendita è stato abrogato, nulla vieta però la richiesta della suddetta documentazione da parte dell’eventuale acquirente.
    Un cordiale saluto a tutti.

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