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QUESITO TECNICO
Modifiche sostanziali e verifiche DPR 462

~DUn elettricista ha realizzato l’impianto elettrico di una farmacia a Trieste rilasciando la dichiarazione di conformità di “Manutenzione straordinaria” con tanto di nota “rifacimento impianto elettrico”. Per quanto riguarda la messa a terra si è allacciato a quella preesistente.
Lui sostiene che per 2 anni la verifica della messa a terra non è da fare, ma i 2 o 5 anni non si riferiscono alla data della dichiarazione di conformità di “nuovo impianto”?

Rossano Astolfi

~RLa prima verifica deve essere fatta 2 o 5 anni dopo la data di prima installazione (ovvero dalla comunicazione di messa in servizio ad ASL o SUAP) e successivamente segue la periodicità biennale o quinquennale. Eventuali successive modifiche o manutenzioni non alterano la periodicità dei controlli.
Poco conta la descrizione della manutenzione straordinaria da parte dell’impresa installatrice. A maggior ragione nel vostro caso, in cui l’impianto di terra, parte sostanziale della verifica, non è stato oggetto di interventi. Viceversa, in caso di modifiche sostanziali l’art 7 del DPR 462 prevede la verifica straordinaria (anch’essa non altera la periodicità dei controlli):

Art. 7. – Verifiche straordinarie
1. Le verifiche straordinarie sono effettuate dall’ASL o dall’ARPA o dagli organismi individuati dal Ministero delle attivita’ produttive, sulla base di criteri stabiliti dalla normativa europea UNI CEI.
2. Le verifiche straordinarie sono, comunque, effettuate nei casi di:
a) esito negativo della verifica periodica;
b) modifica sostanziale dell’impianto;
c) richiesta del datore del lavoro.

Inoltre si segnala che la periodicità della verifica è biennale per locali medici e ambienti a maggior rischio in caso di incendio. Negli altri casi la periodicità è quinquennale.

Comments ( 2 )

  • Al di la di quanto riguarda le verifiche di messa a terra secondo il DPR 462/2001di cui non esprimo opinione, rappresento che non concordo con la spunta della voce “manutenzione straordinaria” nella dichiarazione di conformità.

    In considerazione inoltre del fatto che l’installatore ha apposto la nota “rifacimento impianto elettrico”, tale intervento non è assolutamente una manutenzione straordinaria, ma rientra nella voce “trasformazione” oppure nella voce “altro”.

    La voce “altro”, seguita dalla descrizione dell’intervento, ossia “rifacimento impianto elettrico” (magari indicando che sono state riutilizzate parte delle tubazioni esistenti) è la più indicata in questo caso.
    La manutenzione straordinaria è tutt’altro tipo di intervento, ad esempio quello che comprende l’aggiunta di una presa su un circuito esistente, oppure la sostituzione di un componente con un altro avente caratteristiche diverse da quello sostituito, ma non il rifacimento di un impianto elettrico!

    In questo caso è palesemente errato il tipo di intervento indicato (manutenzione straordinaria) ed è la classica furbata che vedo fare in tante dichiarazioni per evitare il rilascio del progetto a firma di un professionista (che probabilmente in questo caso sarebbe stato necessario poiché la farmacia potrebbe essere un locale medico).

    Fortunatamente qualcosa bolle in pentola ed è molto probabile che prossimamente, anche in caso di manutenzione straordinaria, si renderà necessario il progetto del tecnico. In questo modo si potranno evitare tante dichiarazioni di conformità false. Inoltre, in carico all’installatore, graveranno meno responsabilità essendoci il progetto di un tecnico.

    Alessio Piamonti

  • studio Ing. Passarini

    Sull’impianto di terra, non è possibile dalla mail concordare o meno sulla verifica straordinaria. Se l’impianto di terra è stato oggetto di sostanziale modifica, a titolo di esempio trovo un vecchio dispersore in pessimo stato e creo un nuovo sistema di due nuovi dispersori parallelati e uniti da corda nuda di rame, oppure creo un nuova logica del nodo o del collettore di terra, di fatto posso fare una nuova omologazione di impianto. Allego il progetto di quanto fatto alla DiCo, e non faccio un richiesta all’istituto di verifica ma invio i documenti al SUAP o ASL per depositare un nuovo impianto.
    Sembra esserci una sorta di convinzione che l’Istituto di verifica sia la panacea di tutti i mali, rafforzata da una Legge/DPR forse scritto troppo in fretta o attorno al quale hanno gravato anche soggetti interessati.
    Poi sul modo di fare le verifiche da parte di diversi tecnici di diversi istituti si potrebbe scrivere un libro, senza andare a scomodare la MT, certe volte anche banalmente perchè non viene controllato un numero rappresentativo di prese ma quelle più comode, oppure non si sa nemmeno dove siano i nodi equipotenziali, etc.
    Giulio Passarini

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