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Come lavare cinque milioni di lenzuola

La lavanderia industriale Lav.I.T di Foggia si è specializzata nella fornitura di servizi alle strutture sanitarie. Realtà complesse, il cui corretto funzionamento dipende anche dalla costante disponibilità di camici e teleria correttamente puliti e igienizzati.

Cambiare e lavare le lenzuola rappresenta un’attività abituale in qualunque famiglia. Costituisce invece un’operazione delicata nell’ambito sanitario. Lenzuola, traverse, federe e coperte non devono essere solo lavate, piegate e stirate, ma anche adeguatamente igienizzate e disinfettate per evitare la proliferazione e la trasmissione di alcune patologie.

Un compito difficile, che gli ospedali hanno progressivamente esternalizzato. I nuovi criteri d’igiene, infatti, impongono l’adozione di macchine per il trattamento particolarmente avanzate, oltre a una serie di controlli specifici sulla corretta disinfezione della teleria, lenzuola, federe, copriletto e traverse, senza dimenticare che, oltre al lavaggio e alla stiratura, sono spesso necessari interventi di sartoria.

Un discorso analogo vale per i camici del personale medico e infermieristico, chiamati a rispettare standard qualitativi sempre più stringenti.

Valori che le strutture sanitarie faticano a soddisfare, a causa degli elevati costi dei macchinari dedicati, ma anche della scelta di focalizzarsi esclusivamente sull’attività sanitaria, delegando i servizi complementari ad aziende specializzate.

É il caso degli ospedali della Regione Puglia, che hanno appaltato all’esterno il lavaggio della teleria relativa agli oltre 8.000 posti letto attualmente disponibili in Regione, oltre che di tutto l’abbigliamento del personale medico e paramedico.

L’efficienza della pulizia

Gestire una simile mole di lavoro richiede linee di trattamento specializzate, sia in termini d’impianto che di personale. Per coniugare l’elevato livello del servizio e il contenimento dei costi, imposti dai bandi pubblici, le linee di lavorazione devono così essere automatizzate, efficienti e, soprattutto, affidabili.

Un fattore importante da considerare è che gli appalti prevedono, oltre al servizio di lavaggio e igienizzazione, anche l’intera fornitura della teleria. Il tempo trascorso, tra l’arrivo di un capo sporco e la sua spedizione verso l’ospedale, deve quindi essere minimo, garantendo così la corretta fornitura al sistema sanitario, pur contenendo il numero di capi da acquistare e da mettere a disposizione.

Per questo Lav.I.T., l’azienda di Foggia specializzata nella fornitura di questo servizio alle aziende sanitarie, nel 2013 ha scelto di abbandonare il vecchio stabilimento, a ridosso della città, per trasferirsi in un nuovo insediamento nella zona industriale.

“In un anno – come spiega il presidente del CdA Lorenzo D’Alba – noi di Lav.I.T. laviamo e trattiamo più cinque milioni di lenzuola e altrettanti camici, che forniamo a noleggio ad Asl, presidi ospedalieri, cliniche, sia pubbliche che private. A questo si aggiunge l’ancor più delicato trattamento dei kit sterili che sono aperti direttamente all’interno delle sale operatorie. Siamo in grado di lavare, sterilizzare e confezionare un milione di questi kit l’anno”.

Per Lav.I.T. è quindi fondamentale coniugare un’enorme mole di lavoro con un’altrettanta elevata qualità. Una non conformità potrebbe avere ripercussioni drammatiche sui pazienti. Un improvviso arresto dell’attività, invece, interromperebbe la fornitura del servizio alle Aziende sanitarie che hanno minimi stock all’interno dei propri guardaroba.

“Del resto – riprende D’Alba – noi siamo scelti innanzitutto per l’alta professionalità e specializzazione del servizio che offriamo. A questo si aggiungono altri aspetti, come il risparmio economico e la garanzia di una fornitura puntuale e conforme di ogni singolo capo”. Da qui la necessità di linee di lavorazione efficienti, ma soprattutto affidabili a ogni livello, partendo dalla fornitura elettrica.

Un solo fornitore per qualunque esigenza

“Sin dalla progettazione del nuovo stabilimento, che si estende su 11.000 metri quadrati. – spiega D’Alba – abbiamo prestato la massima attenzione a tutti gli aspetti tecnologici, scegliendo con cura le macchine da installare, ma anche la componentistica necessaria alla loro alimentazione. L’insediamento comprende quattro linee di lavaggio e sei di stiro per la biancheria piana, quattro linee lavaggi e l’impianto per la stiratura e il confezionamento dei camici, oltre a tre autoclavi per la sterilizzazione. A questi si aggiungono una serie di servizi, ospitati in locali tecnici, destinati a supportare le varie linee.

Per tutti questi macchinari è fondamentale un’adeguata alimentazione elettrica. Per questo, sin dall’inizio dei lavori, D’Alba ha preteso di individuare un unico fornitore della componentistica, in grado di proporre soluzioni all’avanguardia, ma anche caratterizzate da elevati livelli di affidabilità riconosciuti dal mercato. Inoltre, in accordo con i tecnici di Tre Fiammelle, l’azienda di Foggia specializzata nell’impiantistica industriale, ha chiesto che il fornitore mettesse a disposizione un capo progetto, chiamato a rispondere in prima persona a fronte di qualunque problematica. Esigenze soddisfatte da BTicino che, anche grazie all’appartenenza al gruppo internazionale Legrand, è in grado di coniugare il supporto locale con un’esperienza internazionale.

“Nel catalogo di BTicino – continua D’Alba – abbiamo identificato tutta la componentistica necessaria ai nostri impianti. Senza dover inseguire più fornitori e con la certezza di avere sempre un unico interlocutore, per tutta l’impiantistica elettrica, in grado di fornirci dai componenti industriali sino alle eleganti serie civili per gli uffici di rappresentanza”.

Trasformazione senza perdite

Per un’azienda come Lav.I.T., in cui l’elettricità rappresenta un elemento essenziale, è stato fondamentale compiere scelte molto ponderate, sin dal punto di fornitura. I 740 kW elettrici, prodotti dai pannelli fotovoltaici posti sul tetto degli edifici del nuovo insediamento, coprono solo il 40% del fabbisogno energetico. Per questo, oltre al gruppo elettrogeno di emergenza, l’azienda dipende dalla rete nazionale di media tensione.

L’energia in arrivo deve quindi essere trasformata per alimentare la produzione. Un compito delicato, dove i trasformatori rappresentano un elemento particolarmente sensibile in un impianto di queste dimensioni. Qualunque trasformazione, inoltre, implica una perdita di efficienza cui si aggiunge, nel caso dei trasformatori a olio, la necessità di creare vasche di contenimento e impianti antincendio in grado di fronteggiare eventuali incidenti. Da qui la scelta di optare per i moderni trasformatori isolati in resina. I tre trasformatori da 1250 kVA Green T.HE (Green Trasformes High Efficiency) adottati da Lav.I.T. sono caratterizzati, infatti, dalle più basse perdite di categoria, come confermato da una serie di certificazioni. Inoltre sono stati testati in svariate applicazioni in tutto il mondo, dimostrando sempre la loro affidabilità.

La scelta di installare tre trasformatori, infine, è stata suggerita dalla necessità di garantire la continuità operativa degli impianti di lavaggio e stiratura, spesso chiamati a lavorare su più turni. Due trasformatori, per questo, sono sempre in funzione, mentre un terzo apparecchio entra in azione a rotazione, per consentire i normali interventi di manutenzione.

L’energia dai condotti sbarre

Flessibilità e affidabilità sono alla base anche della scelta di affidare la distribuzione ai condotti sbarre Zucchini, anziché ai tradizionali cavi. Una decisione ponderata a lungo, che ha portato a scegliere questa soluzione in virtù del fatto che le linee di distribuzione sono installate a soffitto e devono alimentare macchine e rack che, nel tempo, potrebbero cambiare posizione. I condotti sbarre di potenza garantiscono la massima flessibilità, poiché permettono di modificare rapidamente la topologia, operando inoltre in condizioni di massima sicurezza sia durante l’installazione che nel corso delle attività lavorative quotidiane.

I condotti sbarre di potenza Zucchini da 1.000 A, inoltre, sono caratterizzate da una soluzione monoblocco in grado di compensare le dilatazioni termiche dei conduttori o eventuali oscillazioni dovute a eventi sismici. Giunti flessibili collegano i condotti sbarre ai power center. Un fattore fisico particolarmente apprezzato in un’area geografica, come l’entroterra della Puglia, caratterizzata da estati particolarmente calde.

I condotti sbarre, che partono dal Power Center formato da 14 colonne con correnti sino a 2500 A, permettono così di alimentare i 38 quadri di distribuzione MAS che, dislocati strategicamente all’interno dell’impianto produttivo, forniscono energia ai singoli macchinari. “Anche per i quadri elettrici – sottolinea D’Alba – abbiamo chiesto a BTicino di supportare al meglio i tecnici di Tre Fiammelle. In particolare, nel caso dei quadri più complessi e con maggiore potenza, abbiamo utilizzato il servizio di montaggio, cablaggio e certificazione del fornitore. In questo modo, oltre a disporre di componentistica al top del mercato, abbiamo ricevuto gli armadi già testati e in possesso di tutte le certificazioni di Legge. Ciò ha permesso di ridurre ulteriormente i tempi di cantiere, consentendo ai tecnici locali di focalizzarsi sull’attività d’installazione”.

Un’attività che, anche in considerazione delle dimensioni dell’impianto, ha avuto qualche immancabile intoppo. “In ogni caso – rimarca D’Alba – il supporto tecnico di BTicino ha sempre confermato l’affidabilità e la disponibilità che ci era stata promessa durante le fasi della trattativa”.

Più luce, più sicurezza

Anche per distribuire e alimentare l’impianto d’illuminazione, i tecnici di Tre Fiammelle hanno sfruttato i vantaggi dei condotti sbarre Zucchini. In questo modo è stato sufficiente, in una prima fase, installare solo i 400 metri della rete di trasporto, disponendo poi i corpi illuminanti in funzione degli ingombri delle singole macchine utilizzate per il lavaggio, la stiratura e il confezionamento dei capi.

“L’attenzione all’illuminazione – riprende lo stesso D’Alba – non è dettata solo dalle necessità di risparmiare, ma anche dal desiderio di permettere al nostro personale di lavorare nelle migliori condizioni ambientali e con il maggior grado di sicurezza possibile. La presenza di aree poco illuminate, anche a causa del posizionamento di nuove macchine, aumenterebbe, infatti, il rischio d’impatti accidentali”.

Nell’ottica di massimizzare la sicurezza, BTicino ha fornito anche l’impianto biometrico per il controllo accessi. All’interno di una linea produttiva che opera su più turni, con numerose persone in transito per consegnare la biancheria sporca in arrivo dagli ospedali e ritirare quella pulita, è essenziale monitorare in modo efficiente e sicuro le persone che accedono alle fasi di lavorazione.

Del resto, la sicurezza è un’ossessione per D’Alba. Come ci spiega direttamente: “La fornitura e il reintegro tempestivo di camici e teleria sono essenziali per garantire il corretto funzionamento degli ospedali. Per questa ragione abbiamo inserito un Tag Rfid in ogni capo. Conosciamo così l’esatta giacenza all’interno del guardaroba di tutti gli ospedali e possiamo garantire il corretto reintegro anche a fronte di particolari picchi. Un obiettivo che conseguiamo grazie all’impiego delle migliori tecnologie a ogni livello”.

Principali prodotti BTicino utilizzati:

Trasformatori: Green T.HE

Carpenterie metalliche per Power center e quadri di distribuzione: MAS

Interruttori aperti di potenza: MegaBreak

Interruttori scatolati: Megatiker

Interruttori modulari e ausiliari: Btdin

Quadri e prese industriali Tiplug

Condotti sbarre luce da 40 A Zucchini

Condotti sbarre di potenza da 1000 A Zucchini

Controllo biometrico degli accessi

UPS: Trimod Legrand

Serie Civile Axolute (per gli uffici Direzionali) e Matix

Torrette a scomparsa per gli uffici

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