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QUESITO TECNICO
Dichiarazione di conformità: mancati pagamenti e diritto di ritenzione

~DIn data 4 luglio ho sottoscritto un contratto con una ditta edile per opere di ristrutturazione, con scadenza e collaudo al 25.08. All’interno c’era anche il rifacimento dell’impianto elettrico. Tale opera poi è stata subappaltata. Alla metà di ottobre non solo non erano stati completati i lavori edili ma nemmeno è terminata la parte elettrica (manca il montaggio di un paio di canaline, nulla di grave). 
Ho provveduto inoltre a fare la risoluzione del contratto con un avvocato.  Il problema ora è che non posso aprire la mia attività per via della mancanza della “certificazione”. La ditta si rifiuta di darmela perché io non gli pago la fattura a saldo, dato che non ha terminato nessuno dei lavori. Dato che da quello che ho letto, la dichiarazione di conformità non può essere rilasciata da nessun’altro, cosa devo fare?

Cecchetto Silvia

~RAi sensi delle vigenti disposizioni civilistiche alle attività di installazione non si applica il diritto di ritenzione di cui all’ articolo 2756 del Codice Civile. La ditta installatrice deve rilasciare la dichiarazione di conformità. Nel caso di specie il committente dell’impresa installatrice non è la sua azienda ma la ditta edile, è a quest’ultima che la ditta costruttrice degli impianti elettrici deve rilasciare la dichiarazione di conformità. Consigliamo di approfondire la problematica con l’avvocato.

Comments ( 4 )

  • FABRIZIO MORELLI

    La dichiarazione di confomità può essere rilasciata solo ed esclusivanente alla fine dei lavori.
    Ovviamente l’unico soggetto abilitato a sottoscrivere la dico è il responsabile tecnico dell’impresa installatrice, il quale ovviamente la rilascia al proprio committente, in base agli impegni contrattuali presi

  • Costantino mirari

    Quindi uno come si tutela!?

  • mario del pozzo

    Nota di un vecchio ingegnere che da decenni progetta, realizza e segue nel tempo impianti elettrici. Capita spesso che venga richiesta la conformità per un impianto, anche importante, realizzato senza progetto e senza schema da una ditta poi sparita. Ci mancherebbe altro che, controllato l’impianto, io non possa rilasciarla. Certo un avvocato consiglierebbe altrimenti perché vorrebbe portare avanti una causa per tanti e tanti anni. Comunque, almeno in base alla mia esperienza, gli impianti poi risultano quasi sempre fatti bene.
    Le dichiarazioni non hanno aumentato la sicurezza degli impianti. I dati statistici lo confermano e le assicurazioni lo sanno bene. Hanno aumentato solo i costi e quindi sono frutto di attività inutili e parassitarie. Coloro che fanno le norme hanno spesso poca esperienza di impianti (specie di gestione): hanno interessi di altro genere. Per inciso: le norme sulla protezione contro i fulmini (per semplicità) erano tutte contenute, nel 1966, in 8 pagine formato A4: oggi le pagine sono 1300.
    ing. mario del pozzo

  • Stagnati Gianfranco

    La dichiarazione di conformità viene rilasciata a lavori ultimati.
    Nella dichiarazione di conformità deve essere dichiarato:
    • controllato l’impianto ai fini della sicurezza e della funzionalità con esito positivo, avendo eseguito le verifiche richieste dalle norme e dalle disposizioni di legge.

    Se i lavori non sono ultimati non si può controllare l’impianto ……………….., e pertanto non si può emettere una veritiera dichiarazione di conformità.

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